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24 Agosto 2006
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Cultura
Tante e tante altre cose si potrebbero dire sul movimento rastafari, sulla figura di Hailè Selassiè, sulla sua importanza in tale movimento ma anche dell'importanza di altre figure come quella di Marcus Garvey. Si potrebbe parlare dell'uso della ganja e del perchè sia così vicina a questa religione, dell'impatto storico e politico che il colonialismo ha avuto sui rasta e di molto molto altro. Un'ultima cosa però la vorrei dire .anzi la prendo da due libri diversi.
Uno è tratto da Resistenza Rasta di Horace Campell. - Quando l'incoronazione ufficiale ebbe luogo, Ras Tafari si impegnò a fondo per far sapere al mondo che un sovrano africano stava per unirsi alla comunità internazionale di re. Foto a colori dei cortei furono stampate sui giornali in tutto l'Occidente. I cinegiornali della cerimonia diedero per la prima volta a molti neri una percezione concreta dell'Etiopia. Le foto di questo re africano, circondato da un esercito nero e con il duca di Glouchester, erede al trono inglese, che si chinava davanti a lui, produssero un moto d'orgoglio in tutti gli africani. -
L'altro tratto da Il Negus, splendori e miserie di un autocrate di Ryszard Kapuscinski (per far capire che si, Tafari ha una grande importanza nel mondo rasta tanto da essere venerato come un dio ma comunque è e sarà sempre una re, che aveva sfarzi e beni e che si dava il diritto di decidere lui e lui solo tutto e dico tutto quello che doveva accadere all'interno dell'Etiopia) - I nostri uffici si trovavano appunto nel Palazzo vecchio, dove aveva sede la maggior parte delle istituzioni imperiali, dato che Hailè Selassiè voleva verle tutte sotto mano. Arrivava a bordo di una delle ventisette automobili che formavano il suo parco macchine privato .. Alle dieci del mattino arrivava dunque nella vecchia residenza. Davanti al cancello lo attendeva una moltitudine di sudditi desiderosi di consegnarli le loro richieste. Nell'Impero, in teoria, quello era il sistema più semplice per chiedere giustizia e carità. Dato che il nostro paese è analfabeta e che di solito sono i poveri a invocare giustizia, la gente del popolo si indebitava fino al collo per pagare uno scrivano che mettesse per iscritto richieste e lamentele. A complicare le cose c'era inoltre un problema di etichetta, in quanto l'usanza voleva che in presenza dell'imperatore il popolo si prostrasse faccia a terra. Ma come si fa, in quella posizione a tendere una busta a una limousine in moto? Come affrontare, allora, quella creatura pericolosa che l'uomo mostra di essere, e che in effetti noi tutti siamo? Come domarla e dominarla? Come soggiogarla e rendere innocua la bestia? C'è solo un mezzo per riuscirci: indebolirla, toglierle forza, perchè non possa commettere il male. E infatti il digiuno indebolisce e la mancanza di cibo toglie forze. Questo è l'insegnamento della nostra filosofia america, tramandato dai nostri padri e confermato dall'esperienza. L'uomo che soffre la fame per tutta la vita non si ribella. Ma se si lasciano i sudditi mangiare a volontà e poi si tenta di togliere loro la ciotola, ecco che quelli si rivoltano. Il vantaggio del digiuno sta nel fatto che l'affamato pensa solo al pane. Chi ha distrutto l'impero, chi l'ha portato alla rovina? Non quelli che avevano molto, e neanche quelli che non avevano nulla, ma quelli che avevano poco. Bisogna sempre diffidare di chi ha poco: è la razza peggiore, la più avida e la più desiderosa di arrampicarsi verso l'alto. -







