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    Martedì 16 Marzo 2010 00:58
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    Lunedì 16 Gennaio 2006 15:56
Anche in Italia, il 2 novembre viene ricordato come il giorno dell'incoronazione di Hailè Selassiè I. Ben 75 anni fa, il 1° novembre in Etiopia, ad Addis Abeba la profezia che Marcus Garvey aveva predetto si realizzò: Guardate all'Africa, dove un Re nero verrà incoronato, poichè il giorno della liberazione è vicino. Ebbene nel 1930 Selassiè divenne Negus d'Etiopia…..il Ras Tafari. Da Il movimento Rasta di Eliana Ferrarsi. L'incoronazione dell'imperatore Selassiè è un evento importante, non solo a livello storico ma anche religioso. Essa sembra infatti concretizzare le famose parole di Davide: Principi giungeranno dall'Egitto; l'Etiopia presto tenderà le sue mani. Intorno alla figura di Selassiè si sono sviluppate e diffuse, fin dai suoi primi giorni di vita, diverse leggende. Tafari Maconnen (nome di Selassiè prima dell'incoronazione), governatore sotto l'imperatore Menelik II era considerato un diretto discendente del biblico re Salomone e delle regina Makeda di Saba. Prima della nascita di Tafari iniziò a circolare una profezia, secondo la quale dal 1899 l'Etiopia sarebbe stata devastata da una terribile siccità. Solo dopo la nascita del bambino si sarebbe potuto assistere al ritorno della pioggia. Così durante il viaggio di ritorno verso Harar la madre mi Tafari si accorse che alcune gocce di pioggia stavano bagnando la sua tunica. Dopo tanta siccità cominciò nuovamente a cadere la pioggia. Sarà considerato poi e diventerà in seguito a molte altre vicende JAH (DIO) e i suoi fedeli assumeranno una denominazione derivata dal suo titolo nobiliare Ras e dal suo nome di famiglia Tafari. Nascerà così la religione rastafari che vede come caratteri principali il divieto di ogni "deturpazione" del corpo come il radersi, tagliarsi i capelli e tatuarsi. Perseguire l'amore per l'intera umanità, formare un'unica fratellanza, il ripudio per la gelosia l'odio la cattiveria l'invidia e l'ingiuria. Punti fondamentali sono la credenza nell'unico Dio supremo Jah Rastafari, il rispetto per l'antiche leggi d' Etiopia (culla dell'umanità) e…cosa più importante i rasta non rispettano o disprezzano una persona solo per l'aspetto o la presenza fisica, per il suo titolo o qualunque altra considerazione. Un rasta è motivato in tutto dal suo amore per la libertà e per la verità.

Tante e tante altre cose si potrebbero dire sul movimento rastafari, sulla figura di Hailè Selassiè, sulla sua importanza in tale movimento ma anche dell'importanza di altre figure come quella di Marcus Garvey. Si potrebbe parlare dell'uso della ganja e del perchè sia così vicina a questa religione, dell'impatto storico e politico che il colonialismo ha avuto sui rasta e di molto molto altro. Un'ultima cosa però la vorrei dire….anzi la prendo da due libri diversi.
Uno è tratto da Resistenza Rasta di Horace Campell. - Quando l'incoronazione ufficiale ebbe luogo, Ras Tafari si impegnò a fondo per far sapere al mondo che un sovrano africano stava per unirsi alla comunità internazionale di re. Foto a colori dei cortei furono stampate sui giornali in tutto l'Occidente. I cinegiornali della cerimonia diedero per la prima volta a molti neri una percezione concreta dell'Etiopia. Le foto di questo re africano, circondato da un esercito nero e con il duca di Glouchester, erede al trono inglese, che si chinava davanti a lui, produssero un moto d'orgoglio in tutti gli africani. -

L'altro tratto da Il Negus, splendori e miserie di un autocrate di Ryszard Kapuscinski (per far capire che si, Tafari ha una grande importanza nel mondo rasta tanto da essere venerato come un dio ma comunque è e sarà sempre una re, che aveva sfarzi e beni e che si dava il diritto di decidere lui e lui solo tutto e dico tutto quello che doveva accadere all'interno dell'Etiopia) - I nostri uffici si trovavano appunto nel Palazzo vecchio, dove aveva sede la maggior parte delle istituzioni imperiali, dato che Hailè Selassiè voleva verle tutte sotto mano. Arrivava a bordo di una delle ventisette automobili che formavano il suo parco macchine privato…….. Alle dieci del mattino arrivava dunque nella vecchia residenza. Davanti al cancello lo attendeva una moltitudine di sudditi desiderosi di consegnarli le loro richieste. Nell'Impero, in teoria, quello era il sistema più semplice per chiedere giustizia e carità. Dato che il nostro paese è analfabeta e che di solito sono i poveri a invocare giustizia, la gente del popolo si indebitava fino al collo per pagare uno scrivano che mettesse per iscritto richieste e lamentele. A complicare le cose c'era inoltre un problema di etichetta, in quanto l'usanza voleva che in presenza dell'imperatore il popolo si prostrasse faccia a terra. Ma come si fa, in quella posizione a tendere una busta a una limousine in moto?…………Come affrontare, allora, quella creatura pericolosa che l'uomo mostra di essere, e che in effetti noi tutti siamo? Come domarla e dominarla? Come soggiogarla e rendere innocua la bestia? C'è solo un mezzo per riuscirci: indebolirla, toglierle forza, perchè non possa commettere il male. E infatti il digiuno indebolisce e la mancanza di cibo toglie forze. Questo è l'insegnamento della nostra filosofia america, tramandato dai nostri padri e confermato dall'esperienza. L'uomo che soffre la fame per tutta la vita non si ribella. Ma se si lasciano i sudditi mangiare a volontà e poi si tenta di togliere loro la ciotola, ecco che quelli si rivoltano. Il vantaggio del digiuno sta nel fatto che l'affamato pensa solo al pane. Chi ha distrutto l'impero, chi l'ha portato alla rovina? Non quelli che avevano molto, e neanche quelli che non avevano nulla, ma quelli che avevano poco. Bisogna sempre diffidare di chi ha poco: è la razza peggiore, la più avida e la più desiderosa di arrampicarsi verso l'alto. -

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