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Non sono Stato io...-
da Piazza Fontana a Gabriele Sandri - Farsa clownesca in unico atto di Claudio Mianin

 

 

A quarant’anni dalla Strage di Piazza Fontana, l’Associazione Culturale Cinem’Art ha creduto opportuno proseguire sul proprio percorso di Teatro della ControInformazione, portando in scena uno spettacolo che riproponga, senza mediazioni di censura e vincoli etici, alcuni aspetti nodali degli ultimi quaranta anni della Storia Italiana.

Dalla Strage di Piazza Fontana sino all’attualissimo caso del giovane Gabriele Sandri, passando per le tristi pagine del G8 di Genova del 2001 e delle torture del carcere di Bolzaneto.Accompagnato dai Cantori della Libertà (trio acustico: chitarra, voce, flauto traverso, percussioni e charleston) e da proiezioni di stralci storici, lo spettacolo si presenta come una farsa in un unico atto dove due pagliacci, Polonio e Cletea, si confrontano sul concetto della Giustizia, arrivando ad auspicare un mondo più equo, onesto e giusto.Con il Patrocinio dell’Assessorato alla Cultura della Regione Lazio e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Roma, la pièce teatrale di circa 1h 20 entra di diritto nella nicchia comunicativa del Teatro Civile, con l’intento di non lasciar finire nel dimenticatoio avvenimenti che da quarant’anni a questa parte hanno segnato seppur negativamente la storia del nostro paese; immagini che non bisogna accantonare fingendo che nulla sia accaduto o peggio permettere al tempo di cancellarne i contorni ed i lineamenti, cosicché nelle nostre menti si vada sempre più offuscando la realtà di quei fatti.

Quaranta anni fa, il Premio Nobel Dario Fo e Franca Rame, portavano in scena la celebre farsa Morte accidentale di un anarchico, incentrata sul presunto suicidio dell’anarchico Pinelli a tre giorni dalla terribile Strage di Milano, ed oggi, più che mai, torna attuale la concezione della demistificazione della realtà, in un periodo storico che ancora una volta mostra un pauroso vuoto d’informazione attorno al problema della strategia della tensione e delle stragi pre-organizzate. In un sistema veicolato da televisioni, giornali partitici, falsi comizi politici di pseudo-imbonitori di piazze, bisogna porre attenzione su come lo Stato stesso non si prefigga più la comunicazione della verità, bensì solo ed esclusivamente la comunicazione di messaggi mediati da necessità di audience.Così chi meglio di due clown, ultimi baluardi di un presunto circo in disfacimento, possono domandarsi se davvero la Giustizia sia in grado di fare il proprio corso o se forse, qualcuno più in alto della Giustizia stessa, decida cosa debba esser giudicato e cosa no, dove debba esser puntato il dito indice e dove ...

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